mercoledì 6 gennaio 2016

Fotovoltaico: un investimento sicuro a favore della sostenibilità ambientale

A cura di: ing. Luca Iacovino L’espansione demografica, le abitudini alimentari che cambiano, le comodità e le tecnologie sempre al nostro fianco. L'umanità esige sempre di più dal pianeta terra.
Mentre Expo 2015 Milano punta tutto sulla tematica food, Expo 2017 Astana concentrerà la sua attenzione sulla Future Energy.
Preso atto che l’energia elettrica da gas e carbone non sarebbe in grado di soddisfare le nostre esigenze, oltre che essere dannosa per l’ambiente, cosa potremmo fare per contribuire alla diminuzione della richiesta energetica? Lo abbiamo chiesto al dott. Gabriele Cantamessa di Rinnovabili.biz.

Intervista a: dott. Gabriele Cantamessa
  1. Descrivi brevemente chi sei, di cosa ti occupi e da quanto tempo
  2. Dal 2009 ho iniziato ad occuparmi di efficienza energetica e fonti rinnovabili iniziando dalla tecnologia più semplice, il fotovoltaico. Negli anni abbiamo incrementato le competenze aggiungendo la tecnologia solare (termica), le Pompe di Calore, i LED, il mini-eolico purtroppo non applicabile alle regione in cui lavoriamo, ed in ultimo l'Efficienza Energetica, realizzando Diagnosi Energetiche, Riqualificazioni permesse da una certificazione da poco raggiunta come Esperto in Gestione dell'Energia certificato ai sensi della norma UNI 11339.

  3. Se dovessi dare una stima, qual’è la percentuale di energia rinnovabile prodotta in italia rispetto al totale? E in Europa?
  4. Le rispondo con dei numeri ufficiali del GME, il Gestore del Mercato Energetico, con dei numeri ricavati dai report scaricabili da chiunque sul sito dello stesso GME.
    Distinguiamo innanzitutto fra prodotta e consumata perché c'è una differenza di circa il 17% di energia che viene importata. Se analizziamo l'energia prodotta da fonti rinnovabili rispetto al totale prodotto, essa è circa il 42%, a consuntivo del 2014, ma si devono fare tre considerazioni: la prima è che la domanda è in contrazione dovuto purtroppo alla crisi; la seconda è che l'importazione è comunque costante; il mercato fotovoltaico ha avuto un balzo enorme negli anni 2009-2012.
    Quindi allo stato attuale la produzione è notevole, ma la previsione potrebbe essere di contrazione che va contro tutte le aspettative, oltre che personali, anche definite dalle direttive europee.


  5. È vero che l’Italia è molto indietro con lo sviluppo delle energie rinnovabili rispetto ad altri paesi europei?
  6. Il mio pensiero personale è che NON siamo rimasti al palo, grazie anche al fatto del "lancio" della tecnologia fotovoltaica a partire dal 2005-2006 ed in modo più massivo dal 2007, ma c'è ancora molto da lavorare. Il problema sta nel fatto che da più di 10 anni le strategie energetiche sono state solo di breve e brevissimo periodo: 2005 fotovoltaico, 2007-2013 fotovoltaico, 2008 certificati verdi, 2011 cogenerazione, 2012 decreto FER, certificati bianchi e conto termico, 2014 detrazioni fiscali, 2015 rinnovo decreto FER... e poi? Il FiT programm inglese ha visibilità 2030, ed è partito nel 2010, la bozza di nuovo decreto FER ha visibilità 2016, modificando l'attuale meccanismo che ha visibilità di fine 2015. Ora, non voglio dire che gli altri sono sempre più bravi di noi, perché non è vero, e non voglio dire che siamo indietro con i tempi, ma che se le strategie non hanno visibilità decennale perdiamo quello che è stato fatto di buono con il lancio del fotovoltaico.

  7. Nell'ambito delle energie rinnovabili, il fotovoltaico / solare che ruolo ricopre?
  8. Il numero a consuntivo del 2014 è stato l'11% di quanto realmente consumato quindi il numero parla chiaro, ma l'annotazione da farsi è che il fotovoltaico produce nelle fasce orarie in cui è più richiesto dall'industria, quindi potrebbe avere come generazione distribuita un impatto ancor più incisivo di quanto non sia adesso.
    Infatti è stato grazie al fotovoltaico che il costo dell'energia ha raggiunto una contrattazione pari a 0€/MWh in una giornata di luglio 2014, ma tutti si concentrano a dirci che è colpa del fotovoltaico che paghiamo la bolletta più cara, e non è vero.

  9. Su Tgcom è uscito un articolo lo scorso marzo secondo cui “L'Italia è la terza potenza fotovoltaica al mondo, dietro soltanto a Germania e Cina”. Cosa ne pensi?
  10. La potenza fotovoltaica installata nel 2011 è stata di 6.9 GW contro l'installato di Germania (5.9GW), Stati UNiti (2.7GW) e Cina (1.7GW), conservo personalmente ancora un articolo di giornale, ma ci siamo fermati lì, è questo il problema dell'Italia. Nessuna politica energetica di lungo periodo.

  11. Senza entrare nei dettagli, nella pratica che differenza c’è tra un pannello solare fotovoltaico e uno termico?
  12. Quello che viene chiamato pannello solare (solare termico per i tecnici) produce acqua calda, che può essere destinato ad usi sanitari oppure come integrazione al riscaldamento, mentre il fotovoltaico produce energia elettrica.
    Anche il "fotovoltaico" si può chiamare pannello solare fotovoltaico perché l'energia in alimentazione è sempre la stessa, ma è di uso comune indicare con pannello solare quello che produce acqua calda, a volte confuso ancora con il pannello solare a circolazione naturale ovvero quello con l'accumulo sul tetto, quella specie di boiler messo sopra il pannello stesso.
    Ne esistono in commercio altri tipi a "circolazione forzata" in cui il boiler è messo in prossimità della caldaia o centrale termica, e ne esistono anche con delle forme integrate alla copertura veramente meravigliose.




  13. Il fotovoltaico nelle grandi città?
  14. Poco spazio…non sono impossibili, ed abbiamo realizzato diversi impianti proprio su condomini, ma è spesso più difficile burocraticamente, oltre che tecnicamente meno fattibile.
    Inoltre non fa parte della mentalità italiana, il che è assurdo perché si potrebbero fare delle belle realizzazioni con costi decisamente più bassi grazie all'economia di scala, anche per quanto riguarda il solare termico.

  15. Quanti mq di pannelli servono per produrre energia sufficiente da rendersi indipendente dalla rete pubblica?
  16. Se intendiamo il fotovoltaico ha la peculiarità di produrre di giorno mentre i consumi avvengono al 70% alla sera, quindi la disconnessione dalla rete elettrica è di fatto impossibile oppure con costi proibitivi perché c'è la necessità di installare anche dei sistemi di accumulo ed inverter che, allo stato di fatto, hanno costi elevati.
    Il consiglio, aspettando che i costi di accumulo abbiano un costo ragionevole, è connettersi alla rete e ben dimensionare l'impianto fotovoltaico sul consumo reale in fascia giornaliera.

  17. Qual'è l'investimento medio da sostenere per l’installazione di un impianto fotovoltaico in grado di soddisfare l’utenza domestica di una famiglia?
  18. Come dicono i tecnici il fotovoltaico va "dimensionato in energia non in potenza". Ciò significa che, per rendere profittevole un impianto fotovoltaico si dimensiona sui consumi reali e sui kWh che possono essere prodotti e consumati in modo contestuale, non su "ho il contatore di 3kW quindi installo 3kW". Il calcolo semplificato per una abitazione è moltiplicare il consumo stimato annuo, indicato sempre in bolletta, per la quota in fascia F1 e dividerlo per 1000. Il risultato va sovrastimato del 20-50%.
    Un esempio potrebbe essere una famiglia di 3-5 persone con un consumo normale di 3000 kWh all'anno in cui il consumo in fascia F1 è il 30%; il risultato è 3000 x 30% / 1000 = 0,9 kW che sovrastimato potrebbe fare 1,5 kW, anche 2 kW perché il costo è molto vicino. Il costo si potrebbe avvicinare ai 5.000€ e, grazie alla detrazione fiscale del 50%, al risparmio di energia e una piccola parte di vendita di energia eccedente, si potrebbe recuperare la spesa in 8-9 anni.
    Una seconda famiglia che è abituata a consumi superiori, e la cui abitazione viene scaldata da una Pompa di Calore, diciamo 12.000 kWh all'anno con una F1 del 40%, l'ipotesi potrebbe essere 12.000 x 40% / 1000 = 4.8 kW e si potrebbe sovradimensionare a 5 - 5,5 kW, non superiore al 6 kW anche per prescrizioni tecniche. Il costo si potrebbe aggirare attorno ai 10.000€ che rientra sempre in 8-9 anni ma oltretutto il risparmio è anche nel riscaldamento.

  19. Nel fotovoltaico ci sono differenze tra impianti per privati e impianti industriali?
  20. Si, ovviamente, e molte, ma le condizioni principali sono due: la prima è che l'industria consuma la maggior parte dell'energia elettrica e termica in fascia F1, proprio nel momento in cui c'è la maggior produzione di un impianto fotovoltaico; la seconda che l'economia di scala garantisce prezzi al kW di impianto più basso, con tempi di ritorno più veloci.

  21. Non solo una scelta etica, ma anche di guadagno - in quanti anni riesco ad ammortizzare l’investimento iniziale?
  22. Come accennato prima il tempo di ritorno semplificato dell'investimento può variare fra i 7 e i 10 anni, in funzione di molti parametri, primo fra tutti il fattore di "autoconsumo" dell'impianto, ed il buon posizionamento rispetto al sud.

  23. Si parla tanto di detrazioni fiscali: come funzionano?
  24. Semplice: si realizza il lavoro e, per ogni stato avanzamento lavoro per cui è emessa una fattura, questa va pagata tramite bonifico con una causale apposita (i commessi di banca la conoscono molto bene e per i c/c on line c'è una dicitura apposita).
    La somma dei bonifici va portata al proprio commercialista o CAF una volta all'anno il quale provvede a inserirlo come detrazione, al 50% se si tratta di lavori ascrivibili alla ristrutturazione, come il fotovoltaico, il 65% se è per il risparmio energetico come i pannelli solari termici. L'importo va diviso sulle 10 annualità.
    In sostanza se per esempio realizziamo un lavoro per 8.000€ di fotovoltaico, possiamo detrarre (ovvero non pagare di tasse) 4.000€ in 10 anni, ovvero 400€ all'anno.

  25. Quanta e che tipo di manutenzione richiede un impianto fotovoltaico? Il fotovoltaico è per sempre?
  26. La manutenzione di un impianto fotovoltaico, per impianti civili, è piuttosto semplice. Vorrei subito però chiarire che, come si sente spesso, la pulizia è una manutenzione poco utile se non in zone con presenza di polveri come per esempio vicino ad una cava, inceneritori, etc.
    Il resto può essere opera di un buon elettricista con controlli di routine e costo modesti: fusibili, scaricatori, verifica del fissaggio di moduli. La cosa fondamentale è verificare continuamente la produzione, magari giornaliera, se l'inverter è posizionato in posti accessibili, oppure almeno mensilmente dal contatore di scambio. Potrebbe essere anche una manutenzione "fatta in proprio".

  27. In conclusione, dicci quali sono i 3 vantaggi per cui suggerisci il fotovoltaico e quali sono i 3 svantaggi.
  28. Partiamo dagli svantaggi:
    – costo ancora elevato, anche se molto diminuito rispetto agli anni passati;
    – per alcuni sono "brutti";
    – sono ancora sconosciuti i reali costi di smaltimento e/o riciclo a fine vita.
    I vantaggi secondo noi sono molti più di 3, ma li possiamo riassumere in:
    – data la vita utile molto lunga e l'affidabilità del sistema è facile calcolarsi il costo di produzione dell'energia che rimane costante lungo la vita dell'impianto. Risulta una sorta di taglio costante della bolletta;
    – è un bene di consumo di cui si può parlare di tempo di ritorno dell'investimento, rispetto a molti altri per cui sono soldi "buttati". Anche se il ritorno è lungo, comunque si tratta di un investimento;
    – la generazione distribuita, cioè la produzione vicino al consumo, è un bene comune ambientale, ecologico e sostenibile, perché eliminano una serie di inefficienze del sistema di distribuzione, e gli impianti fotovoltaici sono belli e permettono risparmio sulle bollette.

Il servizio progettazione di impianti fotovoltaici e solari termici della rete V-Studio Engineering si rivolge a chi intende conseguire risparmio ed efficientamento energetico attraverso la realizzazione di un impianto da fonte rinnovabile e consente di accedere a incentivi Conto Termico, Certificati Bianchi e detrazioni fiscali 50% e 65%.
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domenica 1 novembre 2015

Modello Unico Super DIA editabile, disponibile al download

servizi di ingegneria
A partire dal 14/10/2015, è operativo il modulo standardizzato per la presentazione della Super DIA. Si tratta della DIA alternativa al permesso di costruire, utilizzata per nuove costruzioni, ristrutturazioni pesanti e ristrutturazioni urbanistiche.
In base alla normativa vigente, la Super DIA può essere usata in alternativa al Permesso di Costruire per le seguenti tipologie di interventi:
  • interventi di ristrutturazione edilizia che portino ad un organismo edilizio in tutto o in parte diverso dal precedente e che comportino modifiche della volumetria complessiva degli edifici o dei prospetti, ovvero che, limitatamente agli immobili compresi nelle zone omogenee A, comportino mutamenti della destinazione d’uso, nonché gli interventi che comportino modificazioni della sagoma di immobili sottoposti a vincoli ai sensi del decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42 e successive modificazioni;
  • gli interventi di nuova costruzione o di ristrutturazione urbanistica qualora siano disciplinati da piani attuativi comunque denominati, ivi compresi gli accordi negoziali aventi valore di piano attuativo, che contengano precise disposizioni plano-volumetriche, tipologiche, formali e costruttive;
  • gli interventi di nuova costruzione qualora siano in diretta esecuzione di strumenti urbanistici generali recanti precise disposizioni plano-volumetriche.
Le leggi regionali possono poi ammettere altri casi all'utilizzo della Super DIA.
Il modello unico è stato adottato dalla Conferenza Unificata il 16 luglio 2015. In base all'accordo siglato in sede di Conferenza Unificata, le Regioni hanno avuto a disposizione 90 giorni per adeguare, in relazione alle specifiche normative locali di settore, la modulistica della Denuncia di inizio attività alternativa al permesso di costruire.
Questo significa che i professionisti, a partire dal 14 ottobre 2015, hanno a disposizione i moduli standardizzati che renderanno più agevole svolgere incarichi di progettazione in diverse regioni e comuni, senza doversi addentrare nella giungla delle innumerevoli e svariate modulistiche.
Nel modello si devono inserire tutti i dati che consentono la localizzazione dell’intervento e il calcolo del contributo di costruzione. Bisogna inoltre indicare se l’intervento riguarda le parti comuni di un edificio, se sono necessari altri atti o pareri, i tecnici incaricati, l’impresa esecutrice, la regolarità urbanistica.
I lavori possono iniziare trenta giorni dopo la presentazione della Super DIA allo Sportello Unico per l’Edilizia SUE o allo Sportello delle Attività Produttive SUAP.
Lo snellimento delle procedure è iniziato con il Decreto Semplificazioni (DL 90/2014) che ha previsto una modulistica unificata per la presentazione di istanze, dichiarazioni e segnalazioni alla Pubblica Amministrazione.
Manca ora all'appello il Regolamento Edilizio Unico, chiesto a gran voce dai tecnici e dagli operatori del settore, che metterebbe definitivamente la parola fine al contorto panorama normativo caratterizzato fino ad ora non da sensibili differenze tra Comune e Comune.
Il Blog ha deciso di mettere a disposizione degli Utenti il Modulo Unico Super DIA editabile. E' stato un lavoro abbastanza impegnativo: la Conferenza Unificata, infatti, non si è minimamente preoccupata di pubblicare una versione digitale del modulo in PDF, bensì un PDF scansionato. Per tale motivo è stato dapprima necessario ricostruire il documento in formato digitale e successivamente rendere i vari campi editabili. Nonostante l'attenzione e l'impegno messi nella sua realizzazione, ciò non toglie che vi possano essere imprecisioni o inesattezze all'interno del modulo. Si invitano i lettori del Blog, quindi, a segnalare eventuali errori e malfunzionamenti.

DOWNLOAD Modello Unico Super DIA versione PDF Editabile 


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sabato 5 settembre 2015

Moduli Unici Edilizia 2015, arriva la Super DIA

Dopo il via libera ai modelli unici per l’edilizia SCIA, permesso di costruire, CIL e CILA, (che questo Blog ha reso disponibile al download in formato editabile) è la volta della super DIA (denuncia di inizio attività alternativa al permesso di costruire).
La Conferenza unificata delle Regioni e delle Province autonome, infatti, ha approvato il 16 luglio scorso il nuovo modello unificato che dovrà essere utilizzato sull'intero territorio nazionale. Le Regioni entro 90 giorni dall'adozione in sede di Conferenza unificata, ove non abbiano già provveduto, adegueranno la modulistica in relazione alle specifiche normative regionali e di settore.
Pertanto, entro il 14 ottobre 2015 sarà obbligatorio utilizzare il nuovo modello standard.
L’adeguamento sarà vincolante per le Regioni a statuto ordinario, mentre risulterà opzionale per quelle a statuto speciale.
E' da sottolineare che l'adozione dei modelli non è obbligatoria in tutte quelle Regioni in cui l'utilizzo della Super DIA non è previsto, come ad esempio Toscana ed Emilia Romagna.

Quando si usa la super DIA?

Gli interventi che si potranno eseguire con super DIA sono quelli indicati dall’articolo 22 comma 3 del DPR 380/2001 (Testo unico edilizia). Nello specifico:
  • gli interventi di ristrutturazione edilizia che portino ad un organismo edilizio in tutto o in parte diverso dal precedente e che comportino modifiche della volumetria complessiva degli edifici o dei prospetti, ovvero che, limitatamente agli immobili compresi nelle zone omogenee A, comportino mutamenti della destinazione d’uso, nonché gli interventi che comportino modificazioni della sagoma di immobili sottoposti a vincoli ai sensi del decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42 e successive modificazioni;
  • gli interventi di nuova costruzione o di ristrutturazione urbanistica qualora siano disciplinati da piani attuativi comunque denominati, ivi compresi gli accordi negoziali aventi valore di piano attuativo, che contengano precise disposizioni plano-volumetriche, tipologiche, formali e costruttive, la cui sussistenza sia stata esplicitamente dichiarata dal competente organo comunale in sede di approvazione degli stessi piani o di ricognizione di quelli vigenti;
  • gli interventi di nuova costruzione qualora siano in diretta esecuzione di strumenti urbanistici generali recanti precise disposizioni plano-volumetriche.

La super DIA va presentata al SUE (sportello unico edilizia) oppure, per le attività produttive, al SUAP (Sportello Unico per le Attività Produttive) di competenza.

Come è organizzato il Nuovo modello super DIA 2015?

Nel nuovo modello super DIA, il professionista abilitato deve compilare una serie di informazioni e dati relativi all'immobile e alla tipologia di lavori da eseguire. In particolare, occorre definire gli aspetti tecnici, urbanistici e catastali dell'intervento, le modalità di calcolo del contributo di costruzione, i tecnici incaricati e l'impresa esecutrice, i diritti di terzi e il rispetto delle norme sulla privacy.
Occorre quindi compilare una check-list sulla documentazione già disponibile e allegata riguardante:
  • soggetti coinvolti;
  • ricevuta di versamento diritti di segreteria;
  • copie documenti di identità;
  • documenti relativi alla tutela della salute e della sicurezza sul lavoro;
  • dichiarazioni di assenso dei titolari di altri diritti reali o obbligatori;
  • modello Istat;
  • calcolo preventivo del contributo di costruzione;
  • notifica preliminare;
  • elaborati e documentazione fotografica dello stato di fatto e di progetto;
  • relazioni sul superamento delle barriere architettoniche;
  • progetto impianti;
  • relazione tecnica sui consumi energetici e documentazione di impatto acustico;
  • relazione geologica e geotecnica;
  • certificazioni, pareri, autorizzazioni e dichiarazioni sostitutive varie;
Al momento è disponibile in rete una scansione del modello cartaceo della Super DIA. Non appena sarà disponibile la versione digitale in PDF, questo Blog, sulla scia di quanto già fatto con i precedenti modelli, pubblicherà il modello Super Dia Editabile.

Aggiornamento 01/11/2015 - pubblicato il modello Super DIA Editabile


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sabato 6 giugno 2015

Semplificazione D.M. 19/05/2015, nuovo modello unico per impianti fotovoltaici fino a 20 kW

progettazione impianto fotovoltaico
Come previsto dal cosiddetto Decreto Taglia Bollette, è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale il DM 19 maggio 2015, che da attuazione all'art. 30 del D.L. 91/2014 introducendo il modello unico per l'installazione di impianti fotovoltaici fino a 20 kW sui tetti degli edifici.
L'obiettivo del provvedimento, spiega una nota del Ministero dello Sviluppo Economico, è quello di minimizzare gli adempimenti a carico dell'utente attraverso lo snellimento dell'iter per la realizzazione, la connessione e l’esercizio degli impianti fotovoltaici aderenti o integrati nei tetti degli edifici, agendo simultaneamente su una drastica riduzione delle informazioni e dei dati da trasmettere alle Amministrazioni e ai soggetti interessati e razionalizzando l’intero iter procedurale attraverso il sito del Gestore di rete.
Il nuovo modello potrà essere utilizzato a partire a partire dal 28 novembre 2015, cioè decorsi 180 giorni dall'entrata in vigore del decreto, e, secondo i proclami trionfalistici del Ministero, permetterà la realizzazione e la messa in opera dell'impianto "in due soli click".
Tralasciando le informazioni di carattere politico, entriamo nello specifico del provvedimento.
Il Modello Unico può essere utilizzato per la realizzazione, la connessione e la messa in esercizio degli impianti fotovoltaici aventi le seguenti caratteristiche:
  • realizzati presso clienti finali già dotati di punti di prelievo attivi in bassa tensione;
  • aventi potenza non superiore a quella già disponibile in prelievo;
  • aventi potenza nominale non superiore a 20 kW;
  • per i quali sia contestualmente richiesto l’accesso al regime di scambio sul posto;
  • realizzati sui tetti degli edifici con le modalità previste dall'articolo 7-bis comma 5 del D.lgs 28/2011;
  • assenza di ulteriori impianti di produzione sullo stesso punto di prelievo.
Esso si compone di due parti. La parte I deve essere compilata prima dell'inizio dei lavori, mentre la parte II ad intervento concluso. La compilazione e la trasmissione del modello devono avvenire solo ed esclusivamente per via informatica, previa accettazione delle modalità e delle condizioni contrattuali definite dal gestore di rete per la connessione e i relativi costi nel caso di lavori semplici.
Il Gestore di rete diventa dunque l'attore protagonista dell'intero iter, sostituendo l'utente nell'interazione con GSE, Terna e Comune.
Il Gestore di rete entro 20 giorni lavorativi dalla ricezione della prima parte del Modello Unico verifica la compatibilità della domanda e che per la connessione siano previsti lavori semplici limitati all'installazione del gruppo di misura.
In caso di esito positivo delle verifiche, la presentazione della parte I del modello unico comporta l'avvio automatico dell'iter di connessione e non è prevista l'emissione del preventivo per la connessione. In tal caso, il Gestore informa il soggetto richiedente e provvede a:
  • inviare copia del modello unico al Comune, tramite PEC;
  • caricare i dati dell'impianto sul portale Gaudì di Terna;
  • inviare copia del modello al GSE;
  • addebitare al soggetto richiedente gli oneri per la connessione;
  • inviare copia delle ricevute delle suddette trasmissioni al soggetto richiedente;
  • inviare i dati dell'impianto alla Regione, tramite PEC,qualora da questa richiesto.
Se il Gestore di rete riscontra invece la necessità di effettuare lavori complessi per la connessione, o comunque lavori semplici non limitati all'installazione del gruppo di misura, ne dà informazione al soggetto richiedente, specificandone i motivi e allegando il preventivo per la connessione.
A conclusione dei lavori di realizzazione dell'impianto, il richiedente deve trasmettere al Gestore di rete la parte II del Modello Unico. In questa fase il soggetto richiedente prende visione e accetta il regolamento d'esercizio e il contratto di scambio sul posto. A seguito del ricevimento della parte II, il gestore di rete provvede a:
  • inviarne copia al Comune, tramite PEC;
  • inviarne copia al GSE per la richiesta del servizio di scambio sul posto;
  • caricare sul portale Gaudì l'avvenuta entrata in esercizio, validando i dati definitivi dell'impianto;
  • addebitare l'eventuale saldo del corrispettivo di connessione;
  • inviare copia delle ricevute delle suddette trasmissioni al soggetto richiedente.
Nonostante questo alleggerimento nelle comunicazioni, in caso di controlli il soggetto richiedente deve mettere a disposizione tutta la documentazione prevista.

lunedì 11 maggio 2015

Aruba Key, guida alla firma digitale dei modelli CIL, CILA, SCIA e PDC

La firma digitale è uno strumento di sicurezza informatico che conferisce ad un documento elettronico la medesima validità legale di un testo autografato a mano. Al contrario della Posta Elettronica Certificata, che è obbligatoria a norma di legge per i titolari di Partita IVA, il possesso della firma digitale non viene ancora imposto.
Eppure i motivi per utilizzare la firma digitale sono tantissimi. L’utilità è fuori discussione, soprattutto per tutte le categorie professionali che dialogano costantemente con la Pubblica Amministrazione. Mediante l’apposizione di una firma digitale, si evitano le lunghe file negli uffici pubblici per il disbrigo di pratiche cartacee. E' possibile produrre documenti validi a tutti gli effetti di legge come autocertificazioni, richieste di qualsiasi tipo, contratti, ricorsi e tutto quanto richieda una firma autografata. Una soluzione utilissima per chi ad esempio lavora con amministrazioni pubbliche committenti o lontani.
In questo post, facendo seguito alle numerose richieste dei professionisti, spiegheremo come utilizzare la firma digitale per i modelli unificati CIL, CILA, SCIA e PDC reperibili nella sezione Download di questo blog.
Per la dimostrazione, faremo riferimento al Kit per la firma digitale Aruba Key, uno dei più diffusi tra i professionisti, e all'applicativo Adobe PDF Reader.

V-Studio Engineering

Collegare Aruba Key ad una presa USB del PC ed attendere che venga completata l'installazione dei driver. Se nella postazione è attiva la funzione di esecuzione automatica (Autorun) al momento del collegamento dell’Aruba Key verrà avviata automaticamente la barra degli strumenti come quella riportata nella figura sottostante. Se, invece, al momento dell’inserimento del dispositivo, non viene avviata la barra degli strumenti di Aruba Key, è probabile allora che la funzione di esecuzione automatica sia disattivata. In tal caso, accedere al contenuto dell'unità Aruba Key ed avviare il file autorun.exe.

V-Studio Engineering

Accedere alla sezione Utilities e cliccare "Import" Certificato. L’applicativo di Import del certificato consente l’importazione dei certificati dell’Aruba Key all'interno dello Store di Microsoft. Questa operazione, viene eseguita una tantum e permette l'interfacciamento di Aruba Key con applicativi diversi da quelli già installati a bordo del dispositivo e anche con quei software che, per le funzionalità di crittografia, fanno uso dei CSP di Microsoft come ad esempio Internet Explorer, Adobe Acrobat e Reader, Safari, ecc.
Seguire il wizard di installazione (Bit4id) accettando le condizioni di contratto e cliccando su OK ad ogni schermata.


Una volta eseguita l'importazione dei certificati è possibile procedere alla firma dei modelli PDF.
Ricordiamo a tal proposito che tutti i modelli sono dotati di apposito campo Firma digitale che ne agevola l'inserimento.
Aprire il modulo e cliccare sul campo Firma digitale; si aprirà la maschera "Firma documento" (vedi immagine di seguito).

V-Studio Engineering

Selezionare il tasto firma e attendere che venga avviata la maschera per il salvataggio del documento. Assegnare un nome al file e salvare nel percorso desiderato.
Subito dopo il salvataggio si aprirà una finestra per l'immissione del PIN della Smart Card del dispositivo. Inserire il PIN e attendere la fine del processo. Il risultato finale è il seguente.

V-Studio Engineering

In assenza degli appositi campi all'interno del documento, è possibile comunque firmare digitalmente il modulo. Selezionare l'opzione "Inserisci firma" all'interno del menu laterale Compila e Firma di Adobe Reader, disegnare un rettangolo di selezione nello spazio desiderato (trascinando il mouse con il pulsante sinistro premuto) e procedere alla firma seguendo gli step precedenti.